Con l’ordonnance n. 2025-229 del 12 marzo 2025, entrata in vigore il 1° ottobre 2025, il legislatore francese ha profondamente riformato il regime delle nullità in diritto societario, incidendo in modo significativo anche sulla disciplina delle sociétés par actions simplifiées (SAS).
Il nuovo articolo 1844-10 del Code civil afferma un principio di carattere generale: la violazione dello statuto non costituisce una causa di nullità delle decisioni sociali, salvo che una disposizione di legge disponga diversamente. Per le SAS, tale deroga è oggi espressamente prevista dall’articolo L. 227-20-1 del Code de commerce, che attribuisce allo statuto la facoltà di prevedere la nullità delle decisioni adottate in violazione delle regole da esso stabilite.
Ne consegue che, in linea di principio, una decisione sociale adottata in violazione dello statuto potrà essere annullata solo qualora lo statuto stesso abbia espressamente previsto tale sanzione. Questa lettura, condivisa anche dall’Association nationale des sociétés par actions (ANSA), rafforza l’autonomia statutaria che caratterizza la SAS, ma comporta al contempo un rischio di indebolimento della tutela dei soci di minoranza, specie nei casi in cui i soci maggioritari non abbiano interesse a prevedere meccanismi di nullità.
Il quadro normativo non è tuttavia privo di possibili correttivi. Infatti, parte della dottrina ritiene che alcune disposizioni del Code de commerce possano costituire deroghe legali implicite al “principio di non nullità” delle decisioni adottate in violazione delle regole statutarie. È il caso, in particolare, dell’articolo L. 227-19, comma 2, che subordina l’adozione e la modifica delle clausole di gradimento ed esclusione ad una decisione collettiva dei soci adottata nel rispetto delle condizioni e delle forme previste dallo statuto. Secondo questa impostazione, la violazione di tali regole potrebbe dar luogo alla nullità della decisione anche in assenza di una previsione statutaria espressa.
In dottrina, è inoltre aperto il dibattito sulla possibile sopravvivenza del c.d. “temperamento Larzul 1”, posto da una nota decisione della Cour de cassation, che permette(va) di ottenere la nullità delle decisioni sociali adottate in violazione di una regola statutaria stabilita “facendo uso della facoltà, concessa da una disposizione imperativa, di adattare convenzionalmente la regola posta dalla norma stessa”. Sebbene la riforma sembri orientata a ridurne l’ambito applicativo, non si può escludere un futuro intervento della Cour de cassation volto a preservarne l’utilità pratica.
In ogni caso, la nullità resta configurabile nelle ipotesi di abuso di maggioranza, frode o abuso di potere, sebbene in tali situazioni la sanzione colpisca l’abuso in sé e non la mera violazione dello statuto.
Osservazioni conclusive
Alla luce del nuovo regime, la redazione dello statuto assume un ruolo centrale nella tutela degli equilibri societari. In particolare, i soci di minoranza sono chiamati a prestare particolare attenzione alla previsione espressa delle ipotesi di nullità ritenute essenziali, affinché le regole statutarie della SAS siano effettivamente accompagnate da adeguate sanzioni.
