La recente conclusione dei profili penalistici del noto caso “Ferragni – Balocco” chiude una vicenda che ha avuto un impatto notevole sia sotto il profilo mediatico che giuridico.

Come già evidenziato in precedenza , l’intervento dell’AGCM del 14 dicembre 2023 ha chiarito che le iniziative commerciali con componenti solidaristiche devono essere comunicate in modo trasparente e non ingannevole: nel caso di specie, l’Autorità ha ritenuto scorretto il messaggio idoneo a far credere ai consumatori che l’acquisto di ogni pandoro contribuisse direttamente alla donazione, circostanza non corrispondente alla realtà.

Quel provvedimento ha segnato un primo punto fermo: le operazioni di co-marketing tra brand e influencer non possono più essere gestite come semplici campagne reputazionali, ma devono essere strutturate con attenzione giuridica, specie quando evocano finalità etiche o benefiche.

Parallelamente, il quadro regolatorio si è consolidato. Dopo le prime Linee Guida del gennaio 2024, l’AGCOM ha approvato nel luglio 2025 il nuovo Codice di condotta , equiparando gli influencer ai fornitori di servizi di media audiovisivi e attribuendo loro una vera e propria responsabilità editoriale. Si tratta di un passaggio sistemico: l’influencer non è più soltanto un testimonial digitale, ma un operatore sottoposto a obblighi stringenti di trasparenza, riconoscibilità della pubblicità, tutela dei minori e rispetto di divieti specifici.

Il Codice, tra le altre cose, amplia sensibilmente la platea dei soggetti regolati, istituisce un elenco pubblico presso AGCOM con obbligo di registrazione e introduce un regime sanzionatorio effettivo, con sanzioni rilevanti.

La combinazione tra l’approccio repressivo dell’AGCM e dei Tribunali e quello regolatorio dell’AGCOM segna un cambio di paradigma definitivo: per aziende e creator la compliance non è più un tema accessorio, ma un elemento strutturale del modello di business.

In concreto, ciò implica:

  • contratti più dettagliati, con clausole di conformità al Codice AGCOM;
  • procedure interne di verifica preventiva dei claim, specie se collegati a iniziative solidaristiche;
  • obblighi di monitoraggio dei contenuti sponsorizzati per prevenire responsabilità solidali;
  • particolare attenzione ai profili di tutela dei minori e agli influencer virtuali.

La lezione che emerge dal caso Ferragni–Balocco è chiara: trasparenza, tracciabilità dei flussi economici e chiarezza informativa non sono più solo buone prassi reputazionali, ma presidi giuridici indispensabili. In un mercato sempre più vigilato, la differenza tra una campagna di successo e una crisi passa oggi, inevitabilmente, dalla qualità della compliance.