Dal 16 marzo 2026 è in vigore il nuovo Regolamento AGCM sul rating di legalità, che aggiorna uno strumento sempre più centrale per le imprese che vogliono distinguersi per affidabilità e trasparenza.
Il rating non è solo un indicatore reputazionale: incide infatti concretamente sull’accesso al credito e può fare la differenza nelle gare pubbliche. In altre parole, la compliance diventa un vero fattore competitivo.
La novità principale riguarda il sistema di attribuzione del punteggio, ora più chiaro e progressivo. Alla stella base, riconosciuta alle imprese in possesso dei requisiti fondamentali, si affiancano una serie di elementi premianti che consentono di ottenere “+” aggiuntivi. Al raggiungimento di un triplo “+”, si ottiene una stella ulteriore, fino a un massimo di tre.
Ma vediamo, in concreto, quali sono questi requisiti. Il Regolamento valorizza soprattutto quegli strumenti che dimostrano un impegno reale e strutturato nella gestione dei rischi e nella cultura della legalità: l’adozione del Modello 231, i presidi anticorruzione, l’adesione a protocolli di legalità, l’utilizzo di pagamenti tracciabili, le certificazioni di sostenibilità, fino ai codici etici e alle clausole di mediazione nei contratti. Anche la collaborazione con le autorità, ad esempio tramite la denuncia di reati subiti, assume un peso rilevante.
Non si tratta, quindi, di un elenco formale di adempimenti, ma di un insieme coerente di scelte organizzative che rafforzano l’impresa nel suo complesso. Ed è proprio qui che si gioca la differenza tra una “semplice” richiesta di rating e invece il suo utilizzo come leva strategica.
Per ottenere il massimo punteggio è infatti necessario un approccio strutturato. Occorre quindi partire da un’analisi dello stato attuale, individuare i requisiti già presenti (anche se non formalizzati), e costruire un percorso mirato per integrare quelli mancanti. L’adozione di modelli organizzativi e anticorruzione, così come la revisione della contrattualistica e dei processi interni, rappresentano spesso i passaggi più rilevanti.
Altrettanto importante è la gestione della procedura davanti all’AGCM per ottenere il rating: dalla predisposizione della domanda alle interlocuzioni con l’Autorità, così come nel monitoraggio nel tempo per evitare rischi di sospensione o revoca.
In questo contesto, investire nel rating di legalità significa quindi investire nella solidità e nella competitività dell’impresa. Non solo per ottenere un punteggio più alto ma, come detto, per consolidare un sistema di regole e controlli che oggi il mercato – e le istituzioni finanziarie – considerano sempre più determinante.
Il nostro Studio assiste le imprese lungo tutto il percorso: dalla valutazione iniziale alla definizione della strategia, fino all’implementazione dei presidi di compliance e alla gestione dei rapporti con l’AGCM, garantendo continuità nel mantenimento del rating.
